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sorizzati possono essere posizionati in cima al contenuto edi-
toriale, al di sotto di questo, oppure infine in una sidebar che
corre a lato dellarea contenente i risultati editoriali.
Paid inclusion: I programmi di questo tipo offrono ai siti in-
serzionisti una presenza più consistente nellindice del motore
di ricerca. A differenza del paid placement, la paid inclusion
non garantisce una particolare posizione allinterno dei risul-
tati; tuttavia, sempre a differenza del paid placement, questo
tipo di promozione influisce sui risultati editoriali, giacché la
presenza di un maggior numero di pagine di un sito
nellindice di un motore di ricerca incrementa la probabilità
che quel sito appaia allinterno dei risultati per un insieme più
ampio di ricerche.
Paid submission: Alcuni motori di ricerca prevedono un pa-
gamento per richiedere linclusione di un sito nel proprio in-
dice. Tipicamente i programmi di paid submission non garan-
tiscono in sé che il sito verrà incluso nellindice, ma solo che
verrà considerato
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ed eventualmente (a discrezione dello staff
redazionale del motore di ricerca) recensito in un tempo più
breve rispetto alla norma.
Se i programmi di banner advertising e content promotion sono
generalmente riconoscibili come comunicazioni commerciali, il paid
placement può comportare un grado molto variabile di ambiguità per
lutente, a seconda delle modalità con cui i risultati a pagamento ven-
gono inclusi nelle pagine contenenti i risultati editoriali; a maggior ra-
gione, i programmi di paid inclusion e paid submission, in virtù della
loro influenza indiretta sui risultati editoriali, rendono ancora più ar-
duo (e in alcuni casi praticamente impossibile) per gli utenti dei moto-
ri di ricerca sapere quali siti hanno pagato per essere indicizzati e figu-
rare quindi allinterno dei risultati delle proprie ricerche. A causa di
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Lupi a questo proposito parla, correttamente, di un cost per consideration per i siti
inserzionisti ([Lup01], p. 63).