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che rendeva molto meno onerosa la gestione dei servizi di ricerca; in-
fine, l’interesse entusiastico degli investitori nei confronti delle inizia-
tive imprenditoriali legate ad Internet, un interesse destinato a ridi-
mensionarsi progressivamente negli anni seguenti. Questo insieme di
fattori favorì, nello stesso periodo, la creazione di start-up specifica-
mente finalizzate alla fornitura di servizi di ricerca, consentendo anche
una certa elasticità nella sperimentazione di modelli di business alter-
nativi. Tuttavia, come evidenziato da Lupi, questa flessibilità si è no-
tevolmente ridotta in seguito ai cambiamenti strutturali avvenuti su In-
ternet e all’andamento altalenante del mercato pubblicitario e del
commercio elettronico B2C²:
La caratteristica iniziale dei motori di ricerca è stata quella di una
completa gratuità, sia per i visitatori on line, sia per le aziende che
richiedevano la registrazione del proprio sito. Il modello di busi-
ness si sarebbe dovuto reggere sulla vendita di spazi pubblicitari,
potendo contare su un numero molto elevato di utenti a cui, in pro-
spettiva, si sarebbero potuti fornire anche servizi e prodotti. Questa
impostazione ha incontrato, a partire dalla fine del 2000, molte for-
ze contrarie. Innanzitutto, la pubblicità on line vede un numero as-
sai elevato di competitor e prezzi in forte calo, oltre a non aver an-
cora interessato gli investitori pubblicitari tradizionali che tuttora
riservano a Internet una quota marginale del loro budget. La pro-
spettiva di lucrare sulle commissioni derivanti dalla vendita di pro-
dotti è stata inoltre ridimensionata dalla crescita, più lenta del pre-
visto, dell’e-commerce verso il consumer, soprattutto in Europa.
Parallelamente però, la crescita del numero degli utenti e la compe-
titività del mercato hanno spinto in alto i costi di gestione dei mo-
tori di ricerca, sia per quanto riguarda il mantenimento dell'infra-
struttura tecnologica, sia in relazione alle spese di marketing. Le
                                                
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Business-to-Consumer, ossia rivolto al consumatore finale; opposto al commercio
elettronico B2B (Business-to-Business), tra aziende. Esiste anche, seppur marginale,
un commercio elettronico “orizzontale” C2C (Consumer-to-Consumer): è il caso dei
siti di aste on-line che permettono lo scambio e la compravendita di beni fra utenti
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