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sono concentrati i valori che costituiscono il “nucleo duro” della cor-
porate identity di Google.
5.3 La corporate image di Google
Come già sottolineato in 5.1, la corporate image nell’era del
World Wide Web ha visto accentuarsi ulteriormente il suo carattere
relazionale e intersoggettivo, giacché i flussi di comunicazione che
concorrono alla costruzione dell’immagine aziendale nel nuovo eMe-
diaSpace
106
assumono una forma reticolare e distribuita. Mai come
oggi la produzione del senso della comunicazione aziendale è stata un
processo così socialmente allargato, collettivo e interattivo: un singolo
post in un newsgroup può arrivare ad avere un impatto sulla corporate
image perfino superiore a quello di un’intera campagna pubblicitaria
off-line
107
. Diventa pertanto cruciale, al fine di comprendere i percorsi
semiotici che definiscono l’immagine di una dot-com come Google,
focalizzarsi in particolare sulle diverse categorie di attori coinvolti nel
processo di negoziazione della corporate image, e sull’ambiente co-
municativo in cui tale processo ha luogo.
5.3.1
I pubblici interni
Come notato da Grandi, i dipendenti “sono tra i primi veicolatori
dell’identità dell’impresa, in quanto organismo permeabile nei con-
fronti dell’esterno”
108
. L’“immagine interna” dell’impresa (definita
come “le corporate image che sono attribuibili ai diversi segmenti di
                                                
106
“La convergenza di mercati, media e punti di accesso al mercato consentita dal
mondo on-line (il cosiddetto cyberspace)” ([MooMil00], p. 288).
107
Basti pensare ad es. ai numerosi hoax (“bufale”), voci non confermate e di genesi
oscura, appartenenti alla genere neo-mitologico delle urban legends, che si diffon-
dono a ritmo esponenziale proprio tramite gruppi di discussione e mailing list fino a
che l’azienda non è costretta ad intervenire in prima persona per smentirle ufficial-
mente (con esiti spesso molto incerti). Il numero di hoax in circolazione a proposito
di un’azienda sembra variare in misura direttamente proporzionale al volume di di-
scorsi esistenti sull’azienda stessa (e quindi al reach della sua corporate image): in
questo campo, ovviamente, i grandi brand come Coca-Cola, Microsoft e McDo-
nald’s regnano sovrani.
108
[Gra94], p. 144.
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